Gramigna Storie di gente di Sicilia di Sandra V. Guddo a cura di Nino Rocca

GRAMIGNA

SANDRA VITA GUDDO

A cura di

NINO ROCCA

Uno spaccato di sicilitudine condito di tradizioni popolari, antropologia, storia, letteratura, aneddoti e saggezza popolare, grandi e piccoli personaggi della recente storia della Sicilia, esposto in uno stile accattivante, leggero, e profondo al tempo stesso.

Una carrellata di piccole e grandi storie che ci svelano il carattere popolare del siciliano che, con grande dignità, vive la sua storia di sofferenze e di tragedia in un passato a noi recente, ma che rischia di essere dimenticato per sempre.

Nel racconto “ Matrimonio a Corleone” ultimo dei diciassette racconti di Gramigna Storie di gente di Sicilia,  vengono evocati gli aspetti migliori della sicilianità:  l’ospitalità, con la generosità e la facilità di rapporti che ne nascono con lo straniero, la bellezza della natura, la sua luce e  i suoi spettacolari quadri naturali bagnati dal sole e dalla luce mattutina e dal tramonto nella distesa del verde, delle campagne e delle colline circostanti.

Una serie di racconti che abbracciano un vasto arco temporale che va dalla metà dell’ottocento con l’unità d’Italia, ai Florio, al terremoto di Messina del 1908, con il catastrofico maremoto. E ancora episodi ed aneddoti della Seconda guerra mondiale, allo sbarco degli americani in Sicilia e al difficile dopo guerra.

Il tutto intercalato da un aneddoto su Federico II: l’imperatore che, pur con tutte le sue contraddizioni, ha cercato di delineare un mondo culturale caratterizzato dalla tolleranza per poter vivere in pace ed in armonia.

 

Si conclude una epoca e se ne apre un’altra. Si conclude il secolo breve, il ‘900 con le due guerre mondiali e ci si avvia al XXI sec. con il matrimonio dei due danesi!

Sembrano storie lontane dalla vita di oggi, eppure esse hanno qualcosa di familiare, qualcosa che tocca la nostra sensibilità.

 

Sono storie che affondano il loro significato nelle radici della nostra più antica cultura che sembra perdersi nell’oblio di un tempo lontano.

Cosa rimane di quel mondo che possiamo ammirare e rimpiangere oppure criticare e denigrare?

Cosa rimane delle nostre radici più antiche?

Forse, ancora poco, forse si stanno smarrendo nella notte dei tempi!

Eppure, credo che una profonda nostalgia ancora permanga come nel racconto di un mondo che non c’è più ma i cui valori come diceva il corleonese, che aveva ospitato gratuitamente a casa sua il giornalista, sono rimasti.

Ma cosa possiamo fare per rievocare e rivitalizzare i profondi valori umani in tempo di globalizzazione, in cui tutto sembra cancellato in una logica conformista che cancella ogni differenza e ogni identità?

Credo che siamo ancora in tempo per costruire, come già fece Federico II una nuova cultura, la cultura del 21° sec., apprezzata e ammirata dai giovani danesi che, al di là di ogni pregiudizio difficile a morire, ha il coraggio di vedere a fondo nel cuore della storia e oltre per riesumare le piccole e grandi gemme che l’autrice ci ha voluto offrire, oltre ai capolavori recentemente scoperti come la Spartenza di Bordonaro e  Terra Matta di Rabito e tanti altri ancora da scoprire e da divulgare

A noi, dunque, spetta il compito di costruire un’altra storia  che ancora si deve  scrivere e documentare, ripopolando i vecchi borghi che rischiano di essere abbandonati nell’oblio delle nuove generazioni.

Cosa fare? Riallacciamo i fili della storia, riagganciamo le storie del passato con le storie del presente in un orizzonte in cui le nuove generazioni possano recuperare il fascino della natura e dell’habitat che ci continua a parlare delle vecchie e sempre nuove storie che arricchiscono il nostro cuore.

L’autrice ci indica due esempi che ci incoraggiano in questi cammino: l’entusiasmo dei due giovani innamorati che si uniscono in matrimonio a Corleone, e Federico secondo, che aveva tentato di realizzare una visione di un impero di pace nello scambio e nella comunicazione tra culture differenti.

Oggi ci sono tanti altri stimoli che ci indicano nuovi percorsi in una società sempre più vicina ma al tempo stesso sempre più lontana.

NINO ROCCA

8 agosto 2021

 

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