Aurora Quattrocchi, l’antidiva

Aurora Quattrocchi, l’antidiva

intervista a cura di Pippo La Barba

Pubblicato venerdì 22 Gennaio 2021 - su

Aurora Quattrocchi, consumata interprete di tanti lavori teatrali, debutta alla fine degli anni sessanta in “Attore con la o chiusa” di Franco Scaldati. Altre rappresentazioni importanti: “Manu mancusa” dello stesso Scaldati, “Soirée” di Salvo Licata, “Palermo oh cara” di Gigi Burruano.

Il debutto di Aurora Quattrocchi nel cinema

Per il cinema ha fornito prove convincenti in “Mery per sempre” (1989) di Marco Risi, “L’uomo delle stelle” (1995) di Tornatore, “Nati stanchi” (2001) di Tambasco e “Nuovomondo” (2006) di Crialese.
Ultimamente ha avuto una parte di rilievo nella fiction andata in onda su Canale 5 “Fratelli Caputo”.

 

Aurora Quattrocchi intervistata da L’Inchiesta Sicilia

Lo stereotipo danneggia l’immagine?

L’Inchiesta Sicilia – Nella tua ultima performance televisiva interpreti con grande bravura una donna siciliana decisamente lontana dalla realtà di oggi. Non ritieni che rappresentare ancora la Sicilia con stereotipi danneggi l’immagine dei siciliani?

Aurora Quattrocchi – Considerato che abbiamo recitato una farsa per il divertimento dei telespettatori, il testo si adeguava ai tipici stereotipi nord/sud che sono sempre stati messi in evidenza per creare ilarità, come per esempio il recente film di grande successo Benvenuti al sud e altri dello stesso filone. D’altra parte va sottolineato che anche la rappresentazione della famiglia milanese risultava abbastanza stereotipata e piena di pregiudizi oggi sicuramente superati, ma proprio da questo scaturiva l’effetto comico.

Perché il Teatro? Na fuddìa

L’Inchiesta Sicilia – Tu ti sei accostata al teatro pur avendo già un lavoro. Quali motivazioni ti hanno spinto verso l’attività artistica? Provare cose nuove? O, sul piano esistenziale, una liberazione da remore mentali?

Aurora Quattrocchi – Tante volte mi sono chiesta perché ho voluto provare questa purga e se aspettare e fare provini per un ruolo, imparare a memoria una parte e annoiarmi nella ripetizione di un testo sia una forma di masochismo. Al Municipio mi sono sempre divertita un mondo, al teatro non tanto; però, non so perché, mi piace assai e non ho mai voluto rinunciarci e mai ci rinuncerò. Che sarà? ‘Na fuddìa!

Il teatro prediletto è quello che mi fanno fare

L’Inchiesta Sicilia – Che tipo di teatro prediligi?

Aurora Quattrocchi Quello che mi fanno fare, anche se, in effetti, da grande avrei voluto fare Wanda Osiris, ma non me l’hanno mai fatta fare; però…. mai dire mai.

Cinema e Teatro

L’Inchiesta Sicilia – Che differenze ci sono tra teatro e cinema?

Aurora Quattrocchi La differenza è sostanziale: quando faccio cinema vorrei fare teatro e quando faccio teatro vorrei fare cinema. Comunque, aldilà delle mie contraddizioni, penso che sul palcoscenico e davanti a un pubblico è sempre l’attore che prova se stesso. Nel cinema è il regista che ti fa provare e nel migliore dei casi ti fa dare il meglio di te.

La mancanza in città di un teatro stabile

L’Inchiesta Sicilia – Perché a Palermo non è mai nato un vero teatro stabile creativo e soprattutto formativo?

Aurora Quattrocchi – Fa parte della nostra meravigliosa città: efficiente, all’avanguardia, con servizi che funzionano a meraviglia, piena di risorse e di bei divertimenti. E il teatro non può che riflettere tutto ciò.

La qualità del teatro palermitano

L’Inchiesta Sicilia – Nonostante la mancanza di questo fondamentale supporto, ritieni che nella nostra città il panorama teatrale sia comunque di buon livello?

Aurora Quattrocchi – Sì, di buonissimo livello, abbiamo un gran bel mazzo di fiori di grandi attori e registi e artisti in genere, comprese le maestranze. Non è un caso che negli ultimi anni sono sempre più numerosi gli attori palermitani che si impongono sulla scena nazionale, sia nel teatro che nel cinema e nella televisione.

I giovani e il teatro

L’Inchiesta Sicilia – Come vedi oggi i giovani nell’attività teatrale?

Aurora Quattrocchi – Li vedo molto bene, impegnati. A questo proposito vorrei menzionare la compagnia Raizes di Alessandro Ienzi che promuove la tutela dei diritti umani attraverso le proprie opere teatrali, un fiore all’occhiello per la nostra città.

Ringraziamo L’INCHIESTA SICILIA

Pippo La Barba
Svolge attività giornalistica a partire dalla fine degli anni sessanta. Iscritto all’Ordine, Albo dei Pubblicisti della Sicilia.
In atto collabora al periodico online L’Inchiesta Sicilia.
Responsabile della Sezione Teatro della Università Popolare di Palermo.

Ha collaborato con  GIORNALE DI SICILIA, IL MEDITERRANEO, LA SICILIA, PALERMO, L’INCHIESTA SICILIA, UNICULT, CENTONOVE, CRONACHE PARLAMENTARI SICILIANE, PALERMO SPORT, SICILIA DOMANI, IL GIORNALE DEL MEZZOGIORNO, IL GIORNALE DEL CORLEONESE, CORLEONESE NOTIZIE, NOVICA, SICILIA IMPRENDITORIALE, L’AVVISATORE ECONOMICO, MONDELLO LIDO, C X U, ARENELLA NEWS, IL PITRE’.

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