L’Uomo che salvò la bellezza di Francesco Pinto=rec. Sandra V. Guddo

L’UOMO CHE SALVO’ LA BELLEZZA    di FRANCESCO PINTO

               a cura di SANDRA V. GUDDO

Ci sarà un nuovo Rinascimento dopo che la furia omicida del corona virus sarà passata, lasciando alle sue spalle una dolorosa scia di morte?

Confido in tale possibilità in quanto sono convinta che usciremo dalla peste del terzo millennio rafforzati e migliori, pronti a rinnovare il miracolo creativo della Bellezza che si sviluppò in Italia, in particolare a Firenze, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età moderna.

Sì, ne saremo capaci come abbiamo dimostrato in altre funeste circostanze!

Ad esempio, durante la Seconda guerra mondiale che lasciò alle sue spalle orrori inimmaginabili anche per le menti più perverse e ci mostrò un’umanità che aveva smarrito la via per trasformarsi in belva assetata di sangue: il sangue degli innocenti!

Ed è proprio dentro lo scenario dell’ultimo conflitto che si inserisce la storia vera, de “L’ Uomo che salvò la Bellezza” magistralmente narrata da Francesco Pinto, scrittore e giornalista di chiara fama. Una spy story che racconta le gesta di Rodolfo Siviero, apprezzato esperto del Rinascimento italiano e cultore dell’arte della sua città natale: Firenze, mandato in una tranquilla città della Turingia, Erfurt, come spia.

In un crescente delirio di onnipotenza, le belve naziste sotto la guida di Hitler, progettano di compiere razzie proprio delle opere d’arte custodite a Firenze tra le più belle e rappresentative del Rinascimento che il protagonista dovrà contrastare insieme a uno sparuto numero di combattenti in nome della Bellezza!

Cosa sarebbe Firenze senza le sue opere artistiche che tutto il mondo ci invidia?

Una città vuota, senza storia, privata del suo fascino più autentico. Senza la Bellezza della Venere di Botticelli o della Venere di Tiziano o degli altri innumerevoli gioielli artistici

Una corsa contro il tempo, in cui ogni azione potrà essere giustificata secondo il principio machiavellico de” Il fine giustifica i mezzi”.

Ma un netto spartiacque distingue le azioni dei nazifascisti da quelle di Rodolfo Siviero. Egli agisce in difesa della Bellezza e sembra non dimenticare mai, in virtù di essa, di essere un uomo. Per lui non vale il principio della filosofia hobbesiana “ homo homini lupus” in quanto la pietas verso i perseguitati e gli ebrei pervade il suo spirito e la sua anima.

Il concetto di Bellezza non è forse connesso, non fosse altro per la sua radice etimologica, a quello di Buono?

Il latino bellus è il diminuitivo di una forma antica di bonus. Ciò ha determinato la difficoltà di potere assegnare alla categoria della Bellezza un significato autonomo. Anche dal punto di vista storico, abbiamo assistito a un procedimento complesso che si è risolto soltanto nel XVIII secolo quando l’Estetica si è scissa dall’Etica per intraprendere un cammino di responsabilità che ha portato alla speculazione del concetto di Bellezza.

Rodolfo Siviero diventa così, nell’immaginario collettivo, come chiarisce il cugino Enzo Siviero,” lo 007 dell’Arte nonché vero e proprio Monument Man del dopoguerra, impegnato in una campagna di rinascita dell’intera Europa”.

E l’autore Francesco Pinto riesce a tratteggiare con sicura introspezione psicologica il personaggio Rodolfo, che si rivela ricco di risorse difronte alle situazioni più disparate e spesso, pericolosissime, in cui si trova ad agire. Dove nulla è come sembra!

Dove il gioco delle parti si fa duro e diventa indispensabile, per la propria sopravvivenza, capire chi è dalla tua parte e chi no!

Sembrerebbe una visione pirandelliana della realtà dove ogni personaggio può essere tutto come il suo esatto contrario, con luci ed ombre. Ma è peggio, molto peggio perché Rodolfo Siviero si trova a vivere una realtà dove gli uomini di sono tramutate in belve e le belve sono rimaste tali!

Il protagonista se ne rende immediatamente conto, già dalla sua prima missione ad Erfurt, una tranquilla e laboriosa cittadina ai margini della Foresta Nera, allorché scopre, con l’aiuto dell’affascinate Emma, che a pochi chilometri, è stato allestito uno dei primi lager dove sono stati condotti gli ebrei. Allorché assiste impotente agli atti di violenza commessi ai danni della sinagoga e allo sparuto gruppo di ebrei che si erano opposti con la loro muta presenza. Allorché assiste alla campagna pubblicitaria diffamatoria contro un intero popolo al solo fine di espropriarne   i beni e tutte le attività industriali e commerciali, alla programmazione della loro sistematica eliminazione attraverso la costruzione dei lager e delle camere a gas!

Rodolfo si rende conto del vero volto del suo nemico e comprende che il Male si può combattere soltanto opponendo ad esso la Bellezza che va tutelata e salvaguardata.

Diventa così prioritario difendere il patrimonio artistico ed archeologico del proprio paese che è la testimonianza stessa della grandezza della sua storia!

La guerra conterà a migliaia le sue vittime, come il covid-19 oggi, ma nulla sarà perduto se l’uomo, come Rodolfo Siviero, non si lascerà imbrigliare dal desiderio di onnipotenza e procederà sicuro per salvaguardare ciò che veramente conta!

Diventa perciò quasi obbligatorio, quando si visita per esempio la Galleria degli Uffizi, chiedersi come e chi ha salvaguardato tanta Bellezza per consegnarla alle generazioni future come testimonianza imprescindibile della nostra identità!

 

  SANDRA V. GUDDO

Titolo=L’uomo che salvò la Bellezza

Autore=Francesco Pinto

Edizioni=HarperCollinsItalia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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