IL PONTE UMANO di ENZO SIVIERO a cura di SANDRA GUDDO

Prof. Enzo Siviero – Bridge Builder
Rector  University e CAMPUS Novedrate Como Italy
vice Presidente SEWC
DeputySecretary General EAMC

SANDRA GUDDO, PRESIDENTE UNIPOPPALERMO

EDITOR BLOG UNICULT

SCRITTRICE, POETESSA, CRITICO LETTERARIO, SAGGISTA

GIA’ DOCENTE NEI LICEI E NEGLI ISTITUTI SUPERIORI

 

 

ENZO SIVIERO

IL PONTE UMANO

Pensieri e ricordi in libertà di Enzo Siviero

Libreria Editrice Cluva 2014

A cura di Sandra Guddo

Il concetto di cultura come sistema integrato dei saperi è la chiave di lettura di questo volume in cui nulla è scontato a cominciare dallo stesso titolo “IL PONTE UMANO”.

 Il libro di Enzo Siviero è una raccolta di pensieri e ricordi in libertà, dove emerge chiaramente una visione della realtà nella quale è possibile, anzi indispensabile, che gli opposti si incontrino, che le tesi e le antitesi si concilino in una visione integrata e dinamica che riesca a mettere d’accordo Bellezza e Funzionalità, Arte e Scienza. Una visione in cui il Sapere si manifesti come connessione tra conoscenze e creatività da cui potrebbero nascere progetti artistici arditi ma fortemente funzionali. La creatività, caratterizzata dal pensiero divergente che non si accontenta di soluzioni scontate, in senso leonardesco, può dare vita a qualcosa di inimmaginabile ma possibile con l’ausilio della “Scientia”. Insomma, per dirla con il nostro Autore, una visione della realtà che può essere sintetizzata in una sola frase “ars sine scientia nihil est” e può condurre dal Sapere teorico al Saper fare e al Saper far fare.

Da tale premessa nasce la metafora del Ponte Umano.

Dalla logica spietata dei muri che si innalzano per segnare confini e divisioni, fonte di guerre e forti tensioni sociali e politiche, Enzo Siviero passa alla considerazione, nata dalla ragione e alimentata dal cuore, che sarebbe meglio costruire ponti invece di muri. Nella ragion d’essere del ponte è insita l’idea stessa del superamento delle diversità nella comprensione e accettazione dell’Altro diverso dal proprio Sé, degli Altri popoli, etnie e civiltà lontani dalla nostra se non addirittura contrapposta.

Ma è veramente così?

Si può accettare ed amare ciò che non si conosce?

 E’ possibile compiere un percorso mentale e fisico che ci porti infine ad amare ciò che molto spesso si rifiuta soltanto sulla base di pregiudizi e stereotipi, costruiti ad arte da ideologie malate che vogliono mantenere il proprio potere su altri popoli definiti, tout court, inferiori?

 Ecco che giungono comode teorie razziste che alzano muri molto difficili da scalare o da abbattere. Nulla è più efficace del Ponte Umano per il superamento di tali stizzose e pericolose posizioni. E possiamo affermare, senza tema di smentita, che nessuno è più qualificato dell’ingegnere Enzo Siviero a costruire ponti. Tutta la sua vita è stata dedicata ad erigere in ogni angolo del mondo ponti il cui compito consiste essenzialmente nell’ unire luoghi contrapposti, nel colmare spazi vuoti, nel superamento di divisioni collegando attraverso il ponte una sponda all’altra, un versante al suo dirimpettaio.

La logica del dirimpettaio è quella vincente: il dirimpettaio è il tuo vicino di casa. Tutti in fondo abitiamo nella stessa casa che si chiama pianeta Terra. Non è facile riconoscere questa semplice verità che può essere elaborata attraverso la filosofia del Ponte Umano.

Sì!

Perché questo non è un semplice libro in cui Enzo Siviero raccoglie con cura pensieri e poesie, è qualcosa di più. Un prezioso trattato di filosofia nel senso etimologico della parola, cioè Amore per la Conoscenza. Si può amare veramente soltanto ciò che si conosce!

Ed Enzo Siviero sa amare perché riesce a essere in sintonia, in una corrisposta empatia, con uomini e donne appartenenti a civiltà lontanissime da noi, attraverso la loro diretta conoscenza, condividendone usi e tradizioni, accogliendo e rispettando la loro cultura millenaria, accettando il cibo servito in modo diametralmente opposto alle nostre consuetudini: ”Ricordo che, verso l’imbrunire, inondati da quell’incredibile rosso-fuoco che ci regala ogni tramonto nel deserto, quello che sempre si racconta con trepida emozione, ci imbattemmo in un gruppo di nomadi che, a cerchio, stavano bevendo il thè. Subito, nel salutarci con inattesa cordialità e immediato senso di amicizia, ce ne offrirono un “bicchierino”. Non si poteva certo rifiutare, sarebbe stato un gesto di inaudita scortesia, ma con un certo imbarazzo, ci rendemmo conto che il “bicchierino” era uno soltanto e tutti a turno vi bevevamo …” (da Dal Cairo alla Libia )

Può capitare anche di incontrare al Cairo, una sconosciuta fanciulla e non dimenticare mai più “quello sguardo pieno di speranza che velava una indicibile tristezza”.

Costruire altri ponti, quello pedonale Gezi, nella mitica capitale turca ad esempio, dove c’è la possibilità di essere autenticamente, in senso heiggheriano, UOMO-PEDONE che sovrasta il GUIDATORE-AUTOMA, chiuso nella sua scatoletta di lamiera. Sul ponte pedonale è possibile camminare fianco a fianco con lo sconosciuto: quel ponte diventa così un luogo dove stringere “NUOVE AMICIZIE. NUOVE FRATELLANZE. NUOVE CONDIVISIONI. NUOVI AMORI” potrà diventare il nuovo Karma.

E il ponte diventa: Amoreponte!

Diventa il luogo del silenzio dove ri-trovare sé stessi sarà più semplice, dove ri-scoprire la propria essenza fondante di essere umano e non bestiale sarà più facile.

A questo punto della ricerca ontologica di Enzo Siviero, ecco venire il soccorso la poesia che è lo strumento più idoneo per esprimere i più profondi moti dell’animo. E il nostro Autore, senza inutili sentimentalismi, è capace, con i suoi versi limpidi e incisivi, “di far volare la mente e lo spirito iniettando nel cuore una spinta verso il tutto”.

AMORE COME ULISSE

Molte son d’amor le forme

Molte ancora da scoprire

Ma dovunque lascian orme

Nell’eterno divenire …

Attraversare un ponte o fermarsi ad osservare i passanti diventerà l’occasione irripetibile di credere che esista il PONTE che potrà condurci agli Altri o più semplicemente il modo per andare oltre verso l’infinito …  verso l’ALTRO.

Sandra Guddo

Palermo febbraio 2020