Archivio Mensile: Giugno 2019

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EMILIA MERENDA “ SENZA TEMPU” RECENSIONE A CURA DI SANDRA GUDDO. Frammenti di vita, ricordi d’infanzia, scenette sul quotidiano, riflessioni estemporanee, emozioni, affetti, sentimenti e tanto altro ancora in questa silloge poetica “ Senza Tempu” , scritta in lingua siciliana ( il che costituisce un valore aggiunto) ad opera di una donna semplice, sensibile, acuta ed intelligente: Emilia Merenda. Una poetessa attenta a cogliere ciò che più conta nella vita e altrettanto attenta a trasmettere il suo sapere che nasce dall’esperienza quotidiana, a tramandare la sua saggezza che racchiude insegnamenti semplici ma ricchi di valori alle sue figlie e alle sue nipotine. Un filo sottile lega la nostra Autrice al passato, ai ricordi d’infanzia che vengono rappresentati ora attraverso la descrizione di un simpatico “ muscaloro”, ora da un quaderno dalla copertina nera, ora da una seggiola rossa “ che fa a patruna” . Lo stesso filo attraversa il presente con nuova consapevolezza e con quella serenità che nasce quando si è certi di aver fatto del proprio meglio nella vita, di essere stata esempio di pace e di saggezza per tutti. Una garbata vena umoristica attraversa alcune sue poesie quando, ad esempio, descrive quadretti di vita quotidiana usando le parole come pennellate veloci che danno ritmo alla descrizione, quando ci parla delle fisime o dei capricci del marito sulla pasta con le sarde e il finocchietto o quando si va dal medico. In questo caso, Emilia sembra rimpiangere il buon tempo andato quando per curarsi bastavano semplici rimedi eludendo l’uso di medicine e medicinali. In tal caso Emila preferisce utilizzare il Canto che ha la forma metrica simile alla Ballata . Ciò consente alla nostra poetessa di esprimersi liberamente, in modo vivace e spesso scherzevole! Persino davanti alla morte la nostra poetessa sembra non avere timore poiché è consapevole di avere vissuto al meglio questo” tempu” e di averlo riempito d’amore, amore che fin da bambina non le è mai mancato specialmente dal padre al quale dedica più di una poesia. Amore che lei stessa ha donato a chi le sta accanto perché lei è “ Fimmina” . Ed essere donna è tutto! Ma che cosa è il tempo per Emilia? Certo è qualcosa di fondamentale tanto che ha voluto intitolare “ Senza Tempu” la sua silloge. Si potrebbero cercare mille risposte a questa domanda essenziale facendo sfoggio di pomposa cultura ma, come al solito, Emilia risponde con semplicità. Il tempo ha valore, acquista significato soltanto se è pieno d’amore per tutti, per la sua famiglia in particolare. Così si snodano come piccole sfere di perle le sue poesie semplici, immediate e tuttavia molto curate dal punto di vista linguistico e formale. Emila infatti sceglie per buona parte delle sue liriche il sonetto classico (2 quartine e due terzine) badando con naturalezza all’alternarsi dei versi e delle rime perfettamente strutturate dal punto di vista metrico e alternate con singolare naturalezza come il susseguirsi ritmato delle onde del mare, una dietro l’altra … dolcemente. Le poesie sono divise, da un punto di vista strettamente formale, in due parti: la prima parte che è la più consistente in sonetti (come abbiamo già chiarito), la seconda invece in Canti e rime libere, ma in entrambi i casi riesce ad essere padrona della tecnica utilizzata e molto, ripeto, molto convincente. Particolare apprezzamento si deve attribuire all’uso del siciliano che Emilia riesce a rendere vivace, genuino, spontaneo e godibile perché è risaputo che alcune espressioni proprie del nostro gergo sono intraducibili in nessun’altra lingua. SANDRA V. GUDDO 6 giugno 2019