Il mio incontro con Chiara Manzi di Maria Elena Mignosi Picone

Il mio incontro con Chiara Manzi

                                                                                      di Maria Elena Mignosi Picone

Ho incontrato Chiara nel Campus Universitario di Pamplona mentre mio marito ed io camminavamo e lei ci veniva di fronte. Sentendoci parlare esclamo’: “Siete italiani!” E da lì cominciò la nostra amicizia. Abbiamo subito notato la disponibilità, la sollecitudine, la premura di questa ragazza, studentessa universitaria nella Facolta’ di Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Navarra.

Ero stata catapultata d’urgenza a Pamplona nella Clinica Universitaria perché al ritorno da Roma per un Corso di Teologia all’Ateneo Romano ( oggi Pontificia Universita’ della Santa Croce) mi era stato riscontrato un tumore, alquanto diffuso e, su consiglio di un’amica, eravamo immediatamente partiti; con la carta d’identita’ scaduta, senza avere fatto il cambio della moneta, da lire a pesetas ( non c’era ancora l’euro); non c’era posto in aereo e ci hanno messo tra i vip, non conoscevamo tra l’altro la lingua. Chiara ci ha aiutato in tutto e per tutto. E’ stata il nostro Angelo Custode. Non dimenticherò mai quello che ha fatto per noi, nutro verso di lei la piu’ profonda gratitudine. Mio marito al ritorno le mandava vassoi enormi di cannoli siciliani.

E’ passato il tempo, poi ci siamo perdute di vista, fino a quando l’ho riconosciuta in facebook, e l’ho cercata. Quando l’ho trovata le ho detto: “ Ti ricordi di me?” E lei mi ha risposto: “Come dimenticare quei vassoi enormi di cannoli siciliani?” Ho scoperto così la strada che nel frattempo lei aveva fatto, quello che, assieme al marito, era diventata. Grande è stata la mia gioia.

Ma non finisce qui. Quando ci siamo ritrovate io ero appena uscita da una gravissima pancreatite che mi aveva portato sul letto di morte. Era la seconda volta cosi’ che la vita si accaniva contro di me colpendomi nella salute, tra l’altro sempre buona, salvo queste due grandi malattie, per di più mortali.

La alimentazione nella pancreatite è stata prima il digiuno totale (solo fleboclisi), poi omogeneizzati, poi passati (di verdure, legumi) e poi tutto cotto a vapore. Gli unici condimenti erano olio e sale. Mangiavo a ogni pasto un piatto unico, composto da carboidrati, proteine e verdure. Una alimentazione molto monotona e triste.

Quando ho sentito Chiara parlare della Cucina  ( … ) mi si è aperto un nuovo orizzonte. Ho provato qualche sua ricetta e mi sono sentita gioiosa e leggera. Mi è ritornato il piacere di vivere.

Chiara è stata per me una persona mandata dalla Provvidenza. Il nostro incontro non è stato un caso.

Ora sto ristrutturando la casa paterna. Mi sto facendo una cucina secondo i criteri di Cucina Evolution. Voglio invitare amiche e fare riunioni oltre quelle che facciamo, spirituali o letterarie (io sono diventata nel frattempo poetessa e scrittrice), anche di carattere culinario.

Chiara verrà a Palermo, a casa mia.

Allora veramente, quando viene, le potrò dire: “…io non sono degna che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e io sarò  guarita”.

E mio marito dal cielo sarà contento e…ti invierà un enorme vassoio di cannoli siciliani.

Maria Elena Mignosi  Picone

 

 

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