L’Arte della Fotografia secondo Rosario Sanguedolce== a cura di Sandra V. Guddo

 

 

 

L’Arte della fotografia secondo Rosario Sanguedolce

A cura di Sandra V. Guddo

 

Il Professore Rosario Sanguedolce, già docente presso l’Università degli Studi della nostra città, recentemente si è cimentato con successo nel ruolo di docente del corso di fotografia presso l’Università Popolare di Palermo.  La passione per tale espressione artistica lo ha portato a sperimentare un nuovo percorso esperenziale con cui è stato possibile coniugare il ruolo di docente, esercitato per lunghi anni alla facoltà di farmacologia nella facoltà di medicina, con la sua antica passione per la fotografia.

Ogni scatto, Egli afferma convinto, è simile ad un atto d’amore!

Talvolta può accadere che il desiderio di possedere in qualche modo un’opera d’arte o una straordinaria architettura o un paesaggio di incredibile suggestione, nasca dal desiderio inconfessato di averli sempre con noi immortalati in una fotografia che ci appartiene in quanto siamo stati noi gli autori dello scatto.

Ma – avverte Rosario Sanguedolce_- non lasciatevi catturare dalle emozioni cominciando a scattare foto in modo spasmodico e confusionario. Bisogna conoscere la chiesa, il tempio, il palazzo che si stanno fotografando. Osservarli da diverse angolature, cogliere dettagli e particolari che si vogliono immortalare. Considerare la prospettiva migliore e soltanto allora si può cominciare a scattare. Conoscere anche per grandi linee la storia che è dietro quelle magnificenze, assaporarne l’atmosfera e i misteri che si nascondono nelle pietre antiche o nei marmi splendenti con cui sono state costruite “.

In tal senso, quando si ascolta una lezione del professore, si ha l’impressione di seguire un corso di storia dell’arte perché egli, per facilitare l’incontro tra fotografo e immagine prescelta, facendo in modo che essi possano compenetrarsi ed entrare in simbiosi, è convinto che sia indispensabile conoscere ciò che si sta fotografando.

Tutto questo è possibile in quanto si apprezza soltanto ciò di cui si conosce la storia. Il resto rientra nella sfera di vaghe percezioni che durano il tempo di una manciata di secondi.

Il turista frettoloso infatti non è un buon fotografo in quanto è interessato soltanto a mostrare agli amici, una volta finita la vacanza, i luoghi dove è stato facendosi fotografare davanti al monumento prescelto o in posizioni che deturpano la bellezza del luogo. Ecco perché il turista che rientra in tale tipologia, tutto è fuorché un vero amante della fotografia. Una foto deve essere “ pulita “ e deve mirare a mettere esclusivamente in evidenza il soggetto fotografato. E’ altrettanto indispensabile conoscere le tecniche di funzionamento della macchina fotografica, ammesso che gli scatti si facciano con essa, in quanto ormai prevale l’uso dell’obbiettivo del proprio cellulare. Per cominciare può andare bene anche il cellulare ma poi è imprescindibile passare ad una vera macchina fotografica sfruttando tutta la tecnologia che essa può offrire. Ma  ciò che occorre, anzitutto, consiste nel saper cogliere la magia del luogo e le suggestioni emozionali che suscitano dentro di noi e che sono amplificate dalla luce. La luce è una struttura fisica estremamente variabile che, dall’alba al tramonto non è mai la stessa, attraversando tutti i colori: dall’infrarosso all’ultravioletto. E’ la variabile più difficile da controllare.

La luce è tutto!

Come ha dichiarato Federico Fellini durante un’intervista del 1984 rilasciata al giornale Positif “Il cinema è un’immagine e la immagine si mette a punto servendoci della luce perché è la luce che crea l’immagine. In questo senso penso che il cinema abbia veramente uno stretto legame con la pittura e con la fotografia e quindi con la luce. La luce in uno studio la si può esigere, controllare, modellare. Ci si può esprimere con la luce, in esterno tutto diventa difficile, complicato da realizzare. Penso che lo studio sia l’ambiente nel quale l’immagine può essere realizzata esercitando un controllo completo in maniera simile a quanto fa un pittore utilizzando il pennello sulla tela, oppure il fotografo utilizzando la macchina fotografica“.

Il corso di fotografia, quello di Rosario Sanguedolce, ci sorprende offrendo campi di indagine e riflessione che vanno ben oltre quanto ci si possa aspettare da un semplice corso di fotografia!

Sandra V. Guddo

 

One thought on “L’Arte della Fotografia secondo Rosario Sanguedolce== a cura di Sandra V. Guddo

  • 8 Dicembre 2017 in 13:13
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    Sono sicura, anche dalle foto che ho visto dalle chat del gruppo, che il Prof. Rosario sia un bravissimo fotografo e un’insegnante preparato. Vi invidio il corso di fotografia.

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