Nun era amuri

Cinzia Romano,  partecipa, con la maestria e il garbo che la contraddistinguono,  alla Mostra Collettiva “Artisti per Rosalia” per la prevenzione e il rispetto della donna.
La collettiva di pittura, fotografia e scultura accoglie 50 bravi artisti per una sempre maggiore sensibilizzazione sul fenomeno del femminicidio e della violenza psicologica, ricollegandosi al mito di S.Rosalia.
La mostra è stata arricchita dalla recitazione della poesia “Nun era amuri”  di Giovanna Schiacchitano..
Ancora una volta Cinzia Romano ci affascina con la sua limpida pennellata che unisce pulizia cromatica e pertinenza del soggetto.
Come in tante altre opere ciò  che colpisce è l’uso dell’azzurro e del blu, utilizzati in tutte le loro sfumature .
Del blu Renoir diceva: “Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’Impressionismo”.   Infatti gli impressionisti non utilizzavano il nero per le ombre ma tonalità di blu e verde.
Vassilly Kandinski nei suoi scritti sul colore scrive: “l’azzurro è simile ad un flauto, il blu scuro assomiglia ad un violoncello e, diventando sempre più cupo, ai suoni meravigliosi del contrabbasso; nella sua forma profonda, solenne, il suono del blu è paragonabile ai toni gravi dell’organo.”
Marc Chagall disperde e ritrova i suoi enigmatici soggetti che danzano nel blu sconfinato.
Il  “periodo blu” di Picasso colpisce e affascina  non solo per la sua forza espressiva, ma soprattutto per la sua valenza psicologica. Il blu non è un colore ma una dimensione sacra e sentimentale  in  cui si fonde l’empatia per la sofferenza e la miseria degli uomini e  il fascino della morte,
I soggetti preferiti del “periodo blu” sono mendicanti, ciechi e girovaghi ripresi generalmente in posizione isolata e in atteggiamento triste.
E la tristezza è accentuata dai toni freddi (blu, turchino, grigio).
 Per la tavolozza di Cinzia Romano l’azzurro è fondamentale. E’ freddo, ma consente di toccare con leggerezza e  delicatezza i vari soggetti.
Tutte le opere di Cinzia invitano alla riflessione, agli stati meditativi e distensivi.
Confondersi nel blu sottintende il raggiungimento di profondità inconsce e la padronanza dell’io interiore. E ab imo ci si innalza, si vola , ci si immedesima nel cielo e quindi si partecipa dell’immenso e dell’infinito.
Così, senza una evidente forzatura, Cinzia Romano ci porta a contatto dell’eterno e del divino e la sua  limpida tematica viene proposta con la ieraticità della Tavola delle Leggi.
Tutte le gradazioni dell’azzurro e del blu riescono, per contrasto, a ravvivare tutte le tinte accostate.   Cinzia, in genere, utilizza per il contrasto un  solo altro colore, In questa opera il bianco del gabbiano che porta un piccolo serto di fiori  simboleggia che la pulizia dei comportamenti, l’eleganza delle forme, la grazia del contesto possono  e devono superare e vincere le brutture di quei tanti fatti e di quei tanti soggetti  che riempiono le pagine dei giornali,
Un’idea semplice ma vincente, perfettamente contestualizzata.
Antonio Licata

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