Pippo La Barba: Cosa hanno in comune Umorismo e dramma

COSA HANNO IN COMUNE DRAMMA E UMORISMO

C’è un nesso inscindibile tra dramma e umorismo.

Luigi Pirandello è riconosciuto per la sua indiscutibile abilità nell’indagare le contraddizioni e le inquietudini dell’animo umano con un tocco di umorismo che non manca mai nelle sue opere.

Achille Campanile è stato uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e giornalista celebre per il suo umorismo surreale e i suoi “giochi di parole”. E’ ritenuto l’inventore del non sense. Una volta, dovendo scrivere un articolo su un fatto di cronaca: una vedova che si recava giornalmente al cimitero, trovata morta sulla tomba del marito defunto, lo titolò “ Tanto va la gatta al lardo…”. Quindi si può dire che il surreale è la proiezione assurda del reale.

Un altro esempio di umorismo grottesco ce lo offre il grande drammaturgo Eugene Ionesco,  inventore del “teatro dell’assurdo”, nella sua opera teatrale “La lezione”, che lui stessa definì un “dramma comico”.

L’opera è ambientata nello studio, adibito anche a sala da pranzo, di un piccolo appartamento. Il professore è in attesa di una nuova allieva, per impartirle delle lezioni su varie materie, al fine di farle ottenere la libera docenza totale. La governante, una robusta donna di età tra i 40 e i 50 anni, si preoccupa della salute del professore e segue lo svolgimento delle lezioni. Mentre la lezione procede, carica di assurdo e di non-senso, nel professore va aumentando la rabbia contro l’ignoranza dell’allieva, che, dapprima saccente, di fronte alle pesanti espressioni di critica del professore, diventa sempre più silenziosa e mite. Anche la salute dell’allieva comincia a deteriorarsi, iniziando con un dolore ai denti, che poi si diffonde a tutto il corpo. Al culmine della pièce, l’alunna viene accoltellata e uccisa dal professore, dopo una lunga serie di non sequitur. Il non sequitur  (letteralmente: non segue, non consegue) consiste in un commento illogico e umoristicamente assurdo, poichè non ha relazione con l’argomento trattato (in questo caso il professore vuole descritto dalla ragazza un coltello, mentre l’oggetto della lezione è la matematica, la linguistica e la filologia comparata). La tecnica del non sequitur è spesso utilizzata nell’umorismo surreale.

L‘alunna uccisa è la quarantesima vittima del professore.

L’opera si chiude tornando al punto di partenza, con la governante che saluta una nuova alunna.

Pippo La Barba