La persecuzione delle schiave di Paolo Brancati

  La persecuzione delle schiave

 

di Paolo Brancati

 

 

Tempo fa vengo contattato da  alcuni membri di organizzazioni antitratta che collaborano con il governo nigeriano e mi viene proposto di curare la regia di un film che raccontasse la vera storia di una ragazza, Nike Favour, vittima di tratta oggi deceduta. La tratta di esseri umani costituisce un gravissimo reato: la mercificazione della persona umana e la sopraffazione della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali. Opporsi al fenomeno della tratta, per tale ragione, non può che orientarsi alla tutela dei diritti umani delle vittime, qualunque sia l’intenzione dei trafficanti.

interventi tesi alla prevenzione ed al contrasto della tratta di persone, ed in particolare all’assistenza e reintegrazione sociale delle vittime, bisogna svolgere per questo molteplici attività in materia, sia a livello nazionale che transnazionale.
Fronteggiare la tratta di esseri umani vuol dire mettere in campo incisive strategie interconnesse di prevenzione, tutela e contrasto di livello nazionale e transnazionale. Due principi fondamentali devono informare tali strategie:

  • la tutela dei diritti umani.
  • l’approccio multidisciplinare integrato.

Poiché la tratta è un fenomeno estremamente complesso ed in continua evoluzione, è fondamentale affiancare ai sistemi legislativi, alle politiche e agli interventi, adeguati strumenti di osservazione del fenomeno e di valutazione delle azioni intraprese: una lettura approfondita ed aggiornata è indispensabile per muoversi in maniera efficace.

I problemi connessi alla tratta sono: l’immigrazione illegale (anche detta immigrazione clandestina o immigrazione irregolare), lo sviluppo di pratiche criminali e lo sfruttamento della prostituzione, anche minorile.

Le ragazze vengono cedute dalla propria famiglia con l’inganno a uomini che abuseranno di loro e le renderanno schiave, costringendole  a prostituirsi.

Le ragazze vengono condotte in Italia, dove per un momento potranno sperare di nuovo in una vita migliore, ma l’illusione durerà poco, perchè scopriranno di essere lì per un solo motivo: prostituirsi,  per risarcire “Il debito” che gli aguzzini  hanno loro imposto attraverso il rito magico del “Woodo” .

Queste ragazze una volta a destinazione  vengono portate dalla loro  “protettrice”, la loro “maman”, di solito donne tra i venticinque e i trenta anni, anche loro a loro volta  ex vittima della tratta.

Le donne che decidono di uscire fuori dalla schiavitù e di non collaborare più con l’organizzazione criminale, saranno purtroppo sempre vittime di persecuzioni, minacce, aggressioni e a volte purtroppo uccise. Oggi le Istituzioni sono attive in questa azione di salvaguardia della persona e di tutela dei diritti della donna. È importante oggi far nascere una “Cultura  Internazionale Anti Tratta”, riuscendo a rendere chiara  la distinzione  tra la prostituzione derivata dalla tratta con tutto ciò che ne deriva e la prostituzione volontaria.

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