La giostra dorata del ragno che tesse di Giovanna Fileccia – rec. Sandra Guddo

  Giovanna Fileccia

La Giostra Dorata del Ragno che tesse

Ed. Simposium

A cura di Sandra V. Guddo

 

Per comprendere fino in fondo una donna come Giovanna Fileccia bisogna conoscere la sua poetica espressa nella sua ultima fatica “ La giostra dorata del ragno che tesse” ed. Simposium e nella precedente “ Sillabe nel vento “ che a mio avviso rappresentano la sintesi perfetta  di tutte le contraddizioni: una poetica semplice e complessa, lineare e circolare, piena e vuota, nello stesso tempo.

Ciò in quanto il suo mondo è, come lei stessa ha affermato durante la conversazione che abbiamo avuto insieme a Maria Elena Mignosi durante la presentazione della sua silloge poetica alla sede di Fare Ambiente il 7 novembre del 2016, la sintesi armoniosa di tutte le contraddizioni che fanno apprezzare la luce se si è conosciuto il buio, la gioia se sia ha attraverso la sofferenza, il fare se si è stati costretti all’inerzia. E’ proprio la voglia del fare, di superare con l’operosità ogni tipo di ostacolo che ci spinge a salire su quella giostra dorata che è la vita per viverla fino in fondo cercando ogni occasione per tessere come un piccolo ragno, una fitta ragnatela di relazioni con gli altri, con chiunque sia disponibile al dialogo per uno scambio di parole e di sorrisi per intessere infine la trama del proprio esistere.

Fare infatti è per lei l’ essere in senso ontologicamente fondante: ognuno di noi è ciò che costruisce per sé, in sé e intorno a sé. Infatti Giovanna è un’artista a tutto tondo, un’arredatrice d’interni dove può esprimersi in modo diverso e complementare al fare poesia.

Giovanna è una poetessa originale, se vogliamo anche dotata di un pizzico di follia, di quel genio creativo che va sempre alla ricerca di nuove soluzioni;  d’altra parte il Pensiero divergente non si accontenta di itinerari già tracciati, di strade già battute né di schemi prefigurati. Ella è una poetessa nuova che è sorretta da una solida intelaiatura filosofica in continua evoluzione anche da un punto di vista formale e non solo concettuale.

Come ha chiarito la nostra poetessa proprio ad una domanda che le ho rivolto durante la nostra piacevole chiacchierata, ella non vuole stare da sola come una noce dentro un sacco perché “ non farebbe scrusciu “ ma ha bisogno di altre noci,  di  tante altre noci per fare sentire la sua voce; vuole gettare un ponte fra sé ed il lettore per consentire lo scambio di quelle “ affinità elettive “ che si attivano durante il dialogo  poetico che è sempre autentico e mai falsato da ipocrisie o fingimenti.

D’altra parte, come ha affermato Jorge Luis Borges “ Ogni persona che passa nella nostra vita è unica . Sempre lascia un po’ di sé e si porta dietro un po’ di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla “.

 Così è possibile arricchirsi per diffondere intorno la Bellezza, quella stessa bellezza che Giovanna Fileccia sa  creare intorno a sé non soltanto con i suoi versi ma con vere e proprie opere d’arte che Ella ha chiamato con un neologismo da lei creato e di cui va molto fiera “ Poesia Sculturata “ , che ella realizza, con le proprie mani, utilizzando materiale povero ma intrinsecamente ricchissimo: sabbia, conchiglie e materiale di recupero che trova nella sua bellissima Terrasini, cittadina che si affaccia ridente sul mare Tirreno dove vive ed opera.

Ella è portatrice di sani valori che sono alla base della sua ecosofia nel senso che, nel rispetto più profondo per la natura, recupera, ricompone, riutilizza e ricicla all’insegna di quei nuovi ideali che dovrebbero accompagnare l’umanità intera in questo difficile terzo millennio dove l’uomo ha saccheggiato le foreste, i mari ed i fiumi, ha inquinato l’aria che respiriamo e l’acqua che  beviamo in nome del profitto senza etica, ha dimenticato che il Creato ha origini divine e va rispettato, curato e salvaguardato come Bene comune da lasciare integro per le nuove e future generazioni.

Giovanna Fileccia è abilissima nel rintracciare la Bellezza che la circonda in ogni frammento dell’universo di cui si sente parte inscindibile e in cui si immedesima, si fonde e si confonde in un abbraccio panico con la natura.

Sandra Guddo

2016-12-22

 

 

 

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